La dieta senza glutine è una cosa seria, non una moda

Pubblicato il 18 maggio 2017, da Glutile
La dieta senza glutine è una cosa seria, non una moda

Le mode ormai non risparmiano più nessun argomento, e l’alimentazione non fa eccezione, nemmeno quando si parla di una questione seria come la celiachia.

Negli ultimi tempi si è diffusa l’abitudine ad adottare, senza ragione medica una dieta senza glutine in persone non celiache: ha avuto ampia diffusione mediatica a seguito dell’adozione da parte di alcuni personaggi pubblici, dal tennista novak djokovic agli attori russell Crowe e Gwyneth Paltrow (nessuno di loro è celiaco), e ha fatto passare il messaggio che “la dieta senza glutine fa dimagrire”.

Naturalmente si tratta di una affermazione senza nessun fondamento scientifico: nelle persone non celiache, eliminare il glutine non ha nessuna azione dimagrante o benefica sulla salute.
Chi è celiaco non ha alternative: deve seguire per tutta la vita una dieta senza glutine per far regredire i sintomi ed evitare le complicanze della malattia.
Chi non lo è, invece, non ha motivi validi per escludere gli alimenti contenenti glutine e soprattutto ne ha ancora meno per consumare i prodotti dietetici destinati ai celiaci.
Diverso è se si sceglie di ampliare la gamma di cereali consumati favorendo quelli naturalmente privi di glutine; la varietà alimentare è sicuramente positiva così come il rispettare le giuste quantità di carboidrati consigliate dalla società italiana di nutrizione umana.

Quella che negli ultimi anni è divenuta una moda, in realtà non è altro che una grave e pericolosa banalizzazione di un trattamento dietetico necessario e salvavita per le persone affette da celiachia.
Anzi, eliminare i prodotti senza glutine in assenza di sintomi clinici della malattia potrebbe avere un effetto controproducente: mascherando eventuali sintomi della celiachia, possono quindi ritardare la diagnosi, esponendo alla lunga l’individuo a rischi per la salute, anche gravi.
Secondo i dati più recenti, sarebbero circa un milione gli italiani non celiaci che attingono alle proprie risorse per seguire una dieta senza glutine, cara e, in questo caso, priva di ogni beneficio.
Se non si arresta questa deriva, si corre il rischio di smantellare le tutele dei celiaci e di perdere le caratteristiche distintive della terapia dietetica per la celiachia.

Ancora una volta, dobbiamo sempre ricordare che l’alimentazione, così come molti altre questioni legate alla nostra salute, è un tema complesso ed è bene non lasciarsi guidare dalle dicerie che si leggono in rete, dalle mode del momento o dai capricci dello show-biz ma ascoltare sempre i medici e i ricercatori che hanno dedicato all’argomento anni di studio e lavoro.
Sono gli unici in grado di parlarne in maniera rigorosa e senza sensazionalismi, e di darci i giusti consigli.

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Il testo di questo articolo è estratto dallo speciale “Alimentazione e Celiachia” di proprietà della Fondazione Umberto Veronesi, che ci ha autorizzati al suo utilizzo.
Un documento indispensabile per il celiaco perché riporta molte informazioni scientifiche su celiachia, dieta senza glutine e sana alimentazione.

Lo speciale “Alimentazione e Celiachia” può essere scaricato gratuitamente, previa registrazione, direttamente dal sito della Fondazione, a questo link: www.fondazioneveronesi.it/alimentazione-e-celiachia

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