AILI, l’Associazione Italiana Latto Intolleranti Onlus

Pubblicato il 03/03/2017, da Glutile

In Italia le persone con intolleranze alimentari sono in continua crescita. La celiachia è la più frequente ma ne esistono tante altre come ad esempio l’intolleranza al lattosio. Fare informazione e sensibilizzazione su queste intolleranze è di vitale importanza per la comunità. Questo è il motivo che ci ha spinti ad attivare una nuova collaborazione con AILI, l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti Onlus.

In questo primo articolo AILI ci parla un pò di se e ci fornisce qualche informazione di base sull’intolleranza al lattosio:

Alzi la mano chi non ha mai detto o sentito dire “non riesco a digerire il latte” oppure “i formaggi? Quelli non li tollero proprio!” o ancora “non posso bere il cappuccino fuori casa”.

Ebbene, quanti hanno pensato che fosse dovuto a intolleranza al lattosio? Ad oggi pochi.

In Italia si ritiene che circa il 50% della popolazione sia intollerante al lattosio, ma solo 1 su 4 sa di esserlo. Dato che lascia perplessi, soprattutto se si pensa a una condizione così diffusa anche a livello mondiale. In Cina, in Giappone e in Sud Africa l’intolleranza al lattosio si aggira tra l’80 e il 100% della popolazione.
In Europa la situazione è abbastanza variegata: nell’Europa meridionale i soggetti che presentano tale difetto sono circa il 70%, nell’Europa centrale la percentuale si aggira attorno al 30% mentre l’incidenza percentuale è decisamente minore nell’Europa settentrionale, si attesta infatti attorno al 5%.

AILI, Associazione Italiana Latto-Intolleranti Onlus, è stata fondata 4 anni fa proprio per tutelare queste persone con lo scopo di fare informazione e sensibilizzazione.
AILI, nata da un’esperienza personale, oggi è divenuto il riferimento nazionale per tutti gli intolleranti al lattosio. AILI organizza e partecipa a giornate informative, fiere e manifestazioni su tutto il territorio nazionale, oltre ad aver intrapreso ormai da qualche anno rapporti con il Ministero della Salute.

L’intolleranza al lattosio è un disturbo molto dibattuto oggi, tra verità e miti da sfatare. Capiamo allora di cosa si tratta.

L’intolleranza al lattosio (definita anche ipolattasia) si verifica in caso di mancanza parziale o totale della lattasi, ovvero l’enzima in grado di scindere il lattosio (zucchero composto) nei suoi due zuccheri semplici, glucosio e galattosio. Il lattosio è il principale zucchero del latte (latte di mucca, di capra, di asina oltre che latte materno), rappresenta infatti il 98% degli zuccheri presente nel latte, oltre ad essere presente anche in altri prodotti lattiero-caseari derivati.

Il lattosio, dopo essere stato assunto con la dieta, viene digerito a livello del duodeno dalla lattasi presente sulla superficie delle cellule della mucosa intestinale. In caso di deficit di questo enzima, il lattosio non viene digerito e rimane nel lume intestinale dove viene fermentato dalla flora batterica con conseguente richiamo di acqua e produzione di gas (idrogeno, metano, anidride carbonica).

Il quadro clinico che ne deriva è caratterizzato da dolori addominali di tipo crampiforme, meteorismo, pesantezza di stomaco, senso di gonfiore gastrico, diarrea o stitichezza che insorgono da 1-2 ore a qualche giorno dopo l’ingestione di alimenti che contengono lattosio.
Oltre a questi, si manifestano anche sintomi più generici come mal di testa, stanchezza, nausea, eruzioni cutanee e, in rari casi, perdita di peso.
Tuttavia tali sintomi non sono specifici e spesso si sovrappongono ai sintomi di altre intolleranze o patologie del tratto intestinale, questo purtroppo ritarda la diagnosi.

L'intolleranza al lattosio esiste in tre differenti forme: congenita, genetica e acquisita. La forma genetica, o forma primaria, è generata dal deficit di produzione della lattasi e si può manifestare nel bambino, durante lo svezzamento oppure tardivamente nell'adulto a causa di una riduzione eccessiva della produzione di lattasi.
La forma acquisita, o secondaria, è dovuta ad altre patologie acute (come infiammazioni e infezioni dell'intestino) o croniche (ad esempio celiachia, morbo di Crohn, sindrome dell'intestino irritabile) ed è transitoria risolvendosi infatti alla guarigione della malattia responsabile. Altre cause possono essere terapie antibiotiche, chemioterapiche o con radiazioni ionizzanti che, in conseguenza della loro tossicità o di un'azione di inibizione diretta dell'attività lattasica, determinano ipolattasia.
La terza forma di intolleranza, molto rara e di origine genetica a insorgenza precoce, si manifesta sin dalla nascita, (per questo è detta forma congenita), il neonato sviluppa diarrea non appena nutrito con latte materno o formulato, quindi una totale assenza di lattasi che persiste per tutta la vita.

La diagnosi si basa su due principali metodiche: Breath Test e Test genetico.
Fare la diagnosi è importante per escludere dalla dieta in modo totale o parziale, a seconda della gravità, le fonti di lattosio. È altresì importante eseguire test scientificamente riconosciuti per diagnosticare questa importante esigenza alimentare.

Per maggiori informazioni visitate la pagina www.associazioneaili.it/cosa-e-lintolleranza-al-lattosio/

Il lattosio si trova principalmente in latte e prodotti lattiero-caseari derivati. Questo zucchero è presente in elevate quantità nei formaggi freschi, mentre nei formaggi stagionati a pasta dura è presente in ridotte quantità se non quasi assente.
Ma non solo nel latte vaccino, attenzione! Latte di bufala, di pecora, di capra e di asina contengono lattosio al pari del latte vaccino se non di più.
Il lattosio viene spesso utilizzato anche come additivo, quindi leggere attentamente tutte le etichette di ciò che ci accingiamo ad acquistare. Basti pensare che è possibile trovare lattosio nel dado, nel prosciutto cotto e altri insaccati, e nella maggior parte dei prodotti da forno.
Solo negli alimenti? No! Il lattosio, oltre ad essere presente negli alimenti e negli integratori, è presente come eccipiente in molti farmaci. Chiedere consiglio al proprio medico e/o al farmacista per trovare un farmaco alternativo.

Per rimanere aggiornati su tutto quello che riguarda l’intolleranza al lattosio iscrivetevi alla newsletter su www.associazioneaili.it e seguite la pagina Facebook AILI Associazione Italiana Latto Intolleranti

Invece, per ricevere maggiori informazioni, scrivete a: info@associazioneaili.it