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DL Fisco, chiarimento sulla detraibilità degli alimenti a fini medici speciali

L’Agenzia ANSA e altri organi di stampa autorevoli come ad esempio Il Sole 24 Ore il 14 novembre 2017 hanno pubblicato la notizia che nel nuovo DL Fisco in esame in Commissione Bilancio al Senato è stata approvato un emendamento che prevede la possibilità di detrarre del 19% le spese sostenute da persone con malattie metaboliche congenite come i diabetici o i celiaci. Ovviamente, in breve tempo la notizia si è diffusa sul web e sui social network, generando in molte persone celiache, aspettative, dubbi, ma anche timore perché per alcuni questo poteva essere il primo segnale verso l’eliminazione dei rimborsi che oggi spettano alle persone celiache. Bene! cari amici celiaci, mettetevi l’animo in pace perché la notizia è sbagliata. A chiarire la questione, ci pensa l’Associazione Italiana Celiachia, che il giorno seguente, il 15 novembre 2017, pubblica sul suo sito un articolo dove viene specificato che la detrazione prevista nel nuovo DL Fisco non comprende gli alimenti senza glutine. Ecco cosa scrive l’Associazione Italiana Celiachia: L’Associazione Italiana Celiachia chiarisce che le detrazioni introdotte sono rivolte agli alimenti a fini medici speciali AFMS, inseriti nella sezione A1 del Registro Nazionale di cui al Decreto del Ministero della Sanità 8.6.2001, che NON comprendono gli alimenti senza glutine destinati ai pazienti celiaci, categoria specifica contenuta nella sezione A2 del Registro Nazionale. Gli emendamenti approvati in Commissione Bilancio non hanno, pertanto, alcun effetto sulle vigenti forme di assistenza alla malattia celiaca. L’assistenza integrativa ai malati di celiachia è disciplinata, oltre che dall’ art 4 della L.123/05, dall’art 14 comma 2  del Decreto del PRESIDENTE del CONSIGLIO dei MINISTRI 12 gennaio 2017, che ha definito e aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza. Tali norme fanno esplicito riferimento agli alimenti specificamente formulati per celiaci di cui alla sezione A2 del Registro Nazionale. Questo invece è il testo approvato: Art. 5-bis. (Detraibilità degli alimenti a fini medici speciali) 1. All'articolo 15, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di detrazione per oneri, dopo le parole: “per protesi dentarie e sanitarie in genere” sono inserite le seguenti: “, nonché dalle spese sostenute per l'acquisto di alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all'articolo 7 del decreto del Ministro delia sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, con l'esclusione di quelli destinati ai lattanti”. 2. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, pari a 11,2 milioni di euro a decorrere dal 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal comma 2 dell'articolo 8 del presente decreto.

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DL Fisco, chiarimento sulla detraibilità degli alimenti a fini medici speciali

L’Agenzia ANSA e altri organi di stampa autorevoli come ad esempio Il Sole 24 Ore il 14 novembre 2017 hanno pubblicato la notizia che nel nuovo DL Fisco in esame in Commissione Bilancio al Senato è stata approvato un emendamento che prevede la possibilità di detrarre del 19% le spese sostenute da persone con malattie metaboliche congenite come i diabetici o i celiaci. Ovviamente, in breve tempo la notizia si è diffusa sul web e sui social network, generando in molte persone celiache, aspettative, dubbi, ma anche timore perché per alcuni questo poteva essere il primo segnale verso l’eliminazione dei rimborsi che oggi spettano alle persone celiache. Bene! cari amici celiaci, mettetevi l’animo in pace perché la notizia è sbagliata. A chiarire la questione, ci pensa l’Associazione Italiana Celiachia, che il giorno seguente, il 15 novembre 2017, pubblica sul suo sito un articolo dove viene specificato che la detrazione prevista nel nuovo DL Fisco non comprende gli alimenti senza glutine. Ecco cosa scrive l’Associazione Italiana Celiachia: L’Associazione Italiana Celiachia chiarisce che le detrazioni introdotte sono rivolte agli alimenti a fini medici speciali AFMS, inseriti nella sezione A1 del Registro Nazionale di cui al Decreto del Ministero della Sanità 8.6.2001, che NON comprendono gli alimenti senza glutine destinati ai pazienti celiaci, categoria specifica contenuta nella sezione A2 del Registro Nazionale. Gli emendamenti approvati in Commissione Bilancio non hanno, pertanto, alcun effetto sulle vigenti forme di assistenza alla malattia celiaca. L’assistenza integrativa ai malati di celiachia è disciplinata, oltre che dall’ art 4 della L.123/05, dall’art 14 comma 2  del Decreto del PRESIDENTE del CONSIGLIO dei MINISTRI 12 gennaio 2017, che ha definito e aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza. Tali norme fanno esplicito riferimento agli alimenti specificamente formulati per celiaci di cui alla sezione A2 del Registro Nazionale. Questo invece è il testo approvato: Art. 5-bis. (Detraibilità degli alimenti a fini medici speciali) 1. All'articolo 15, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di detrazione per oneri, dopo le parole: “per protesi dentarie e sanitarie in genere” sono inserite le seguenti: “, nonché dalle spese sostenute per l'acquisto di alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all'articolo 7 del decreto del Ministro delia sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, con l'esclusione di quelli destinati ai lattanti”. 2. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, pari a 11,2 milioni di euro a decorrere dal 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal comma 2 dell'articolo 8 del presente decreto.

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