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Sono intollerante… aiuto!

Alcuni suggerimenti per gestire questa delicata fase di scoperta e spaesamento. Fino ad ieri mangiavamo tutto. La pizza, la brioches a colazione, la mozzarella nell’insalatona, il tiramisù, i tortellini con la panna, etc. Certo, la nostra pancia non ne era proprio entusiasta e nemmeno il nostro stomaco, ma per anni siamo andati avanti così, credendo fosse normale, che fosse solo stress… poi, però, non potendone più, ecco la prova. Siamo intolleranti. Magari al glutine e ci è stata diagnosticata una Gluten Sensitivity, magari al lattosio o ad entrambi, alle uova o al lievito. Magari abbiamo avuto una diagnosi di celiachia o di allergia al nichel. Da oggi basta. Il medico ci ha detto di togliere l’alimento o gli alimenti incriminati e vedere se i sintomi scompaiono. Sembra facile sulla carta, ma ora? Ci sentiamo spaesati, sfortunati, infastiditi. Alle volte non diamo retta a questa diagnosi e continuiamo a seguire il nostro stile, ci sembra impossibile poter vivere dovendo togliere latte e formaggi, impossibile e poco gestibile da una persona sempre impegnata come noi iniziare una dieta gluten free. Altre volte ci sentiamo quasi come sollevati e con diligenza ed impegno cerchiamo di avviarci a questa novità. Gestire e superare questa fase iniziale di spaesamento è possibile mettendo in atto alcune piccole strategie: 1. Sostituiamo i pensieri negativi con quelli positivi, cercando di mantenere vivo il ricordo di quando stavamo male e del sollievo che abbiamo ora nel sapere come ritrovare la nostra salute. Soprattutto quando, poi, i primi risultati arriveranno. E quando resistiamo alla voglia di un cibo che non possiamo mangiare, anziché abbatterci, siamo orgogliosi di noi e della nostra forza di volontà. 2. Apriamoci e non chiudiamoci. Impariamo a conoscere e a ricercare i cibi che ci sono permessi. Assaggiamoli, impariamo ricette, apriamoci a nuovi sapori e nuovi ingredienti. Iscriviamoci a qualche gruppo sui social, condividiamo ed esploriamo. Possono aiutarci i tanti prodotti in commercio, ma non fermiamoci lì, possono essere un primo passo, un aiuto transitorio, ma dobbiamo sceglierli con attenzione, leggendo bene le etichette, perché spesso contengono ingredienti dannosi per la nostra salute, anche se non contengono il glutine o il lattosio. 3. Studiamo ed informiamoci. Solo nella conoscenza e nella consapevolezza possiamo trovare la via del benessere. Viviamo questa fase come l’occasione per imparare a rendere sana e genuina la nostra alimentazione e quella di chi ci sta accanto. 4. Ritroviamo il gusto e il piacere. Mangiare senza... non vuol dire senza gusto e piacere, anzi, ma scoprire ed aprirsi a nuovi gusti e a nuovi piaceri. Spesso prima la nostra alimentazione era monotona e comprendeva sempre gli stessi ingredienti. Variamo, assaggiamo, prendiamo coraggio e riempiamo il carrello con prodotti diversi. Scopriremo che non dovremo rinunciare al gusto e che anzi, con ingredienti diversi si possono realizzare, ad esempio, dolci golosi, leggeri e delicati. E con qualche accorgimento possiamo portare in tavola i nostri piatti preferiti senza rinunciare a un bel piatto di pasta, a una pizza, a una crostata di frutta. 5. Pensiamo al cibo come a qualcosa di attivo e consapevole. Ormai è sempre più noto il legame tra cibo e salute, prendiamone atto e cerchiamo di iniziare a pensare in modo nuovo a quello che mangiamo. Come ad un atto di cura e nutrimento, un atto consapevole e non un gesto automatico e distratto. Impariamo a scegliere per stare bene. 6. Facciamo sport e attività all’aria aperta. Non dimentichiamo di ritagliarci dei momenti per noi, magari una bella passeggiata al parco per aumentare in modo naturale il livello di endorfine e ritrovare subito il buon umore! --- Articolo di Isabella Vendrame La sua vetrina su Glutile -> www.glutile.it/isabella-vendrame Il suo blog -> www.naturalmente-free.com

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Sono intollerante… aiuto!

Alcuni suggerimenti per gestire questa delicata fase di scoperta e spaesamento. Fino ad ieri mangiavamo tutto. La pizza, la brioches a colazione, la mozzarella nell’insalatona, il tiramisù, i tortellini con la panna, etc. Certo, la nostra pancia non ne era proprio entusiasta e nemmeno il nostro stomaco, ma per anni siamo andati avanti così, credendo fosse normale, che fosse solo stress… poi, però, non potendone più, ecco la prova. Siamo intolleranti. Magari al glutine e ci è stata diagnosticata una Gluten Sensitivity, magari al lattosio o ad entrambi, alle uova o al lievito. Magari abbiamo avuto una diagnosi di celiachia o di allergia al nichel. Da oggi basta. Il medico ci ha detto di togliere l’alimento o gli alimenti incriminati e vedere se i sintomi scompaiono. Sembra facile sulla carta, ma ora? Ci sentiamo spaesati, sfortunati, infastiditi. Alle volte non diamo retta a questa diagnosi e continuiamo a seguire il nostro stile, ci sembra impossibile poter vivere dovendo togliere latte e formaggi, impossibile e poco gestibile da una persona sempre impegnata come noi iniziare una dieta gluten free. Altre volte ci sentiamo quasi come sollevati e con diligenza ed impegno cerchiamo di avviarci a questa novità. Gestire e superare questa fase iniziale di spaesamento è possibile mettendo in atto alcune piccole strategie: 1. Sostituiamo i pensieri negativi con quelli positivi, cercando di mantenere vivo il ricordo di quando stavamo male e del sollievo che abbiamo ora nel sapere come ritrovare la nostra salute. Soprattutto quando, poi, i primi risultati arriveranno. E quando resistiamo alla voglia di un cibo che non possiamo mangiare, anziché abbatterci, siamo orgogliosi di noi e della nostra forza di volontà. 2. Apriamoci e non chiudiamoci. Impariamo a conoscere e a ricercare i cibi che ci sono permessi. Assaggiamoli, impariamo ricette, apriamoci a nuovi sapori e nuovi ingredienti. Iscriviamoci a qualche gruppo sui social, condividiamo ed esploriamo. Possono aiutarci i tanti prodotti in commercio, ma non fermiamoci lì, possono essere un primo passo, un aiuto transitorio, ma dobbiamo sceglierli con attenzione, leggendo bene le etichette, perché spesso contengono ingredienti dannosi per la nostra salute, anche se non contengono il glutine o il lattosio. 3. Studiamo ed informiamoci. Solo nella conoscenza e nella consapevolezza possiamo trovare la via del benessere. Viviamo questa fase come l’occasione per imparare a rendere sana e genuina la nostra alimentazione e quella di chi ci sta accanto. 4. Ritroviamo il gusto e il piacere. Mangiare senza... non vuol dire senza gusto e piacere, anzi, ma scoprire ed aprirsi a nuovi gusti e a nuovi piaceri. Spesso prima la nostra alimentazione era monotona e comprendeva sempre gli stessi ingredienti. Variamo, assaggiamo, prendiamo coraggio e riempiamo il carrello con prodotti diversi. Scopriremo che non dovremo rinunciare al gusto e che anzi, con ingredienti diversi si possono realizzare, ad esempio, dolci golosi, leggeri e delicati. E con qualche accorgimento possiamo portare in tavola i nostri piatti preferiti senza rinunciare a un bel piatto di pasta, a una pizza, a una crostata di frutta. 5. Pensiamo al cibo come a qualcosa di attivo e consapevole. Ormai è sempre più noto il legame tra cibo e salute, prendiamone atto e cerchiamo di iniziare a pensare in modo nuovo a quello che mangiamo. Come ad un atto di cura e nutrimento, un atto consapevole e non un gesto automatico e distratto. Impariamo a scegliere per stare bene. 6. Facciamo sport e attività all’aria aperta. Non dimentichiamo di ritagliarci dei momenti per noi, magari una bella passeggiata al parco per aumentare in modo naturale il livello di endorfine e ritrovare subito il buon umore! --- Articolo di Isabella Vendrame La sua vetrina su Glutile -> www.glutile.it/isabella-vendrame Il suo blog -> www.naturalmente-free.com

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