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Farine senza glutine. Quali scegliere?

Pubblicato il 27/02/2019, da Isabella Vendrame

Preferiamole bio, artigianali e macinate a pietra!

Non so voi, ma la mia dispensa a casa trabocca di pacchi di farine senza glutine.
Di riso integrale e di grano saraceno soprattutto, di miglio e teff, di sorgo e amaranto, di mandorle e canapa, ma anche di legumi come ceci e lenticchie.

Sceglierle non è sempre facile, anche perché oggi gli scaffali dei supermercati e dei negozi offrono un’ampia varietà di materie prime.
Devo essere sincera, inizialmente sceglievo un po’ a caso, preferendo sempre come primo criterio il costo e la facilità di reperimento.
Ma poi con il tempo variando i miei acquisti mi sono resa conto che la differenza c’è e si sente. La si percepisce nel gusto, nella digeribilità e nell’impasto, cosa importantissima quando si lavorano farine senza glutine.

Ancor più però, la differenza riguarda il valore nutrizionale della materia prima.

Il cereale, pseudocereale o legume scelto, infatti, deve essere certificato bio e di provenienza certa. Appassioniamoci a leggere le etichette e scopriamo chi c’è dietro magari al marchio di un grosso supermercato, scopriamo l’azienda e il molino che produce e trasforma.
Una volta consapevoli della materia prima, è necessario fare attenzione alla modalità di lavorazione poiché una farina può essere ottenuta in modo industriale oppure può essere macinata artigianalmente a pietra.

Cosa significa questo?

C’è una grossa differenza fra la farina macinata a pietra e la farina che si ottiene dai mulini industriali a cilindri. La farina macinata a pietra, infatti, mantiene intatte tutte le proprietà benefiche del chicco e tutti i suoi nutrienti. Si conservano le fibre, vitamine, minerali ed enzimi.
La macina a pietra ha una velocità di molitura molto più bassa rispetto al mulino a cilindri. Cioè i dischi che frantumano i chicchi, siano essi di riso piuttosto che di miglio, hanno una velocità che riesce a mantenere costante la temperatura della farina. Questo evita che la farina si surriscaldi e che perda, con l’aumento della temperatura, i suoi principali nutrienti, garantendo un prodotto sano e genuino.

Quindi, ora, la mia farina la scelgo così: certificata biologica, dalla provenienza sicura, spesso di aziende locali, artigianale e... macinata a pietra!

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Articolo di Isabella Vendrame
La sua vetrina su Glutile -> www.glutile.it/isabella-vendrame
Il suo blog -> www.naturalmente-free.com