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Il melone. Il re dell'estate

Pubblicato il 24/07/2018, da Isabella Vendrame

Scoperto dagli egizi, amato dall’imperatore Tiberio, adorato dallo scrittore Alexandre Dumas che lo gustava insieme a mezzo bicchiere di Madeira, il melone è da sempre e in ogni dove il frutto protagonista dell’estate.

Lo possiamo apprezzare in diverse varietà, retato o liscio, con la buccia gialla e la polpa bianca, estivo o invernale.
In Italia i più conosciuti sono il dolcissimo melone di Mantova Igp, il Gigante di Napoli dalla buccia molto sottile e il Cantalupo, liscio e con le venature verdi, il cui nome deriva dal paese omonimo in provincia di Rieti, dove si dice dei missionari di ritorno dall’Asia lo abbiano proposto al papa che lì soggiornava.

Nelle calde giornate estive non c’è nulla di meglio di un paio di fette di melone per reintegrare i sali persi con il sudore.
Potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro, insieme a vitamine A, B e C regalano un immediato effetto rinvigorente. Non mancano le fibre, alleate dell’intestino, e numerosi antiossidanti in grado di contrastare lo stress ossidativo.

Fa bene perchè...
• è depurativo, sgonfiante e stimola la diuresi;
• rinforza vene e capillari grazie alla sinergia tra vitamina C e adenosina, una molecola anticoagulante che aiuta a migliorare la fluidità del sangue;
• aiuta a combattere la stipsi estiva grazie alle fibre;
• combatte i bruciori di stomaco grazie all’apporto di sali minerali e facilita la digestione;
• protegge la pelle dai raggi solari e favorisce l’abbronzatura grazie ai numerosi carotenoidi che stimolano la produzione di melanina;
• rinforza ossa, denti e migliora la capacità visiva;
• contribuisce a tenere sotto controllo la pressione arteriosa grazie al contenuto di potassio.

Lo sapete che...
Nell’antichità il melone era piccolo e poco zuccherino e veniva mangiato in insalata condito con pepe ed aceto? In epoca romana era molto consumato a tal punto che sotto l’impero di Diocleziano venne emanato un editto che tassava i frutti con un peso superiore ai 200 gr.

Per capire se un melone è buono bisogna annusarlo? Il suo profumo è dovuto all’etilene e più questo è marcato, maggiore sarà la probabilità di acquistare un frutto dolce e maturo.

In tavola...

NO
A fine pasto, poiché il melone come l’anguria, contiene il 90% di acqua e una presenza eccessiva di liquidi nello stomaco provoca una diluizione dei succhi gastrici, allungando i tempi di digestione.

In abbinamento al prosciutto crudo, poiché la quantità eccessiva di sodio contenuta nel prosciutto annulla i benefici del potassio contenuto nel melone. Una accoppiata inoltre che, se pur tradizionale e gustosa, causa gonfiore e fermentazione.

SI
A colazione, a stomaco vuoto, o mezz’ora prima dei pasti per assimilare al meglio i nutrienti e fare scorta di enzimi digestivi. A fette o centrifugato.

In macedonia, meglio se accostato a pompelmo e frutti di bosco, per non creare fastidiosi gas intestinali.

L’idea in più...
Avete mai provato il melone in insalata? È una idea perfetta per aprire il pasto in modo fresco e leggero. Servono indivia, rucola e una fetta di melone a tocchetti. Condite con olio extravergine, limone e una manciata di semi di girasole!

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Articolo di Isabella Vendrame
La sua vetrina su Glutile -> www.glutile.it/isabella-vendrame
Il suo blog -> www.naturalmente-free.com